Bilanci aggiornati e Credit Management: le criticità del momento attuale.

Ogni anno, tra gennaio e giugno, chi si occupa di Credit Management si trova ad affrontare una criticità ricorrente e sottovalutata: la mancanza di bilanci aggiornati, e di dati sullo stato patrimoniale ed economico dei propri partner commerciali.

In questo periodo, infatti, le informazioni ufficiali disponibili sono costituite quasi esclusivamente dai bilanci dell’anno precedente, relativi all’esercizio chiuso il 31 dicembre di due anni prima. I bilanci più recenti sono in fase di elaborazione, approvazione o deposito, e saranno accessibili solo a partire da maggio o giugno.

Questo scenario non è casuale, ma conseguenza diretta della normativa italiana. La legge prevede che le società di capitali approvino il bilancio d’esercizio entro 120 giorni dalla chiusura dell’esercizio (quindi entro il 30 aprile), con la possibilità di estendere il termine a 180 giorni (fino al 30 giugno) in presenza di particolari esigenze legate alla struttura o all’attività dell’impresa. Una volta approvato, il bilancio deve essere depositato presso il Registro delle Imprese entro 30 giorni.

Tuttavia, il sistema sanzionatorio previsto per il mancato o tardivo deposito risulta essere piuttosto blando e privo di reale efficacia deterrente: la sanzione amministrativa è infatti di importo contenuto e, di fatto, molte società non rispettano i termini senza subire conseguenze operative rilevanti.

Il risultato è un evidente disallineamento informativo. Nella pratica, le imprese che richiedono nuovi affidamenti o l’ampliamento delle linee di credito tra gennaio e giugno lo fanno in un momento in cui i propri bilanci aggiornati non sono ancora disponibili. Chi deve deliberare nuove esposizioni o revisioni dei fidi si trova quindi a basare le proprie valutazioni su dati risalenti ad almeno 12 mesi prima, senza avere visibilità sugli eventuali cambiamenti che, in un arco temporale così ampio, potrebbero aver inciso sulla solidità finanziaria o sulla reputazione della controparte.

Affidarsi esclusivamente a dati di bilancio obsoleti comporta un rischio concreto: quello di costruire decisioni su informazioni incomplete o, peggio, superate. Un cliente che nel bilancio 2023 risultava affidabile potrebbe oggi trovarsi in tensione finanziaria; un fornitore apparentemente stabile potrebbe aver perso commesse strategiche; un nuovo partner commerciale potrebbe nascondere esposizioni, contenziosi o problematiche reputazionali che non emergono dai dati ufficiali.

È per rispondere a queste esigenze che, in Cheope Risk Management, abbiamo scelto di andare oltre la semplice lettura dei numeri. Sappiamo bene che il bilancio è solo un tassello di un quadro molto più complesso, ed è per questo che la nostra linea di servizi di Business Information viene sistematicamente integrata con elementi di natura operativa, reputazionale e investigativa.

Attraverso verifiche approfondite sull’effettiva operatività delle controparti, analisi patrimoniali, raccolta di informazioni su fonti aperte e riservate e attività di indagine strutturata, siamo in grado di offrire ai nostri clienti un quadro attuale, concreto e aggiornato.

Questo approccio consente di mitigare il rischio di affidamenti errati e di anticipare eventuali segnali di criticità economica o reputazionale prima che si traducano in situazioni di insolvenza o contenzioso.

In un contesto economico in continuo movimento, l’accesso a informazioni tempestive e a valore aggiunto rappresenta un vantaggio competitivo decisivo per ogni Credit Manager e per ogni impresa che voglia tutelarsi da esposizioni indesiderate.

Contattaci per maggiori informazioni sui nostri servizi investigativi e di Business Information: info@cheope.itl

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